Data contabile e data valuta: due colonne nell’esportazione
Mantenete separate le date dell’estratto conto, gestite i valori mancanti ed evitate spostamenti involontari tra mesi.

Indice10sezioni
Conservate data contabile e data valuta in colonne separate quando compaiono entrambe. Non sostituite l’una con l’altra per riempire un vuoto. La data valuta riguarda il calcolo degli interessi; le intestazioni originali determinano la corretta identificazione delle altre date.
Quale data assegnare a ogni campo di uscita?
Preparate l’associazione prima di unire pagine o modificare i tipi. I nomi proposti sono campi di lavoro, non una specifica universale dei file bancari.
| Informazione stampata | Campo di lavoro proposto | Da conservare o chiarire |
|---|---|---|
| Data definita di registrazione sul conto | Data contabile | Confermare la definizione della banca |
| Data valuta | Data valuta | Conservare il significato relativo agli interessi |
| Data d’acquisto nella descrizione carta | Descrizione; data d’acquisto facoltativa | Non sovrascrivere la data contabile |
| Data di emissione nell’intestazione | Metadati dell’estratto | Non ripeterla per ogni movimento |
| Intestazione «Data» non definita | Data originale e associazione irrisolta | Consultare la guida del documento |
Un movimento può avere più date senza diventare più movimenti. L’uscita utile conserva la tracciabilità di ogni significato. Un CSV nativo con entrambe le date definite può evitare la ricostruzione; verificate prima conto e periodo.
Procedura pratica
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Annotate esattamente le intestazioni e assegnate nomi di uscita chiari. Conservate le stringhe originali accanto alle date interpretate.
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Scegliete esplicitamente la data utilizzata dal prospetto o dal modello d’importazione. Mantenete l’altra come informazione di supporto.
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Segnalate date mancanti o discordanti. Conservate l’indice originale prima di ordinare per ricostruire la sequenza stampata.
Esempio fittizio
Una riga fittizia contiene data contabile 2026-10-31, data valuta 2026-11-02 e addebito 18,00. Un prospetto per mese contabile la colloca in ottobre; uno per data valuta, in novembre. L’importo non cambia. Chiamare entrambe le colonne «data» nasconde la distinzione.
Associare l’intestazione, non la posizione
Per ogni campo di uscita annotate tre elementi: intestazione stampata esatta, nome scelto e motivo dell’associazione. La data più a sinistra non è necessariamente quella contabile. «Data operazione» può richiedere un chiarimento nella guida di quella banca; non rinominatela automaticamente. Se nella descrizione compare una data d’acquisto, conservatela come informazione descrittiva invece di trasferirla silenziosamente nel campo contabile.
Il glossario della Banca d’Italia distingue data dell’operazione e data valuta. Motiva la separazione dei significati, ma non risolve le intestazioni di tutte le banche. Se la vostra banca offre un’esportazione nativa con campi definiti, confrontate le definizioni con il PDF prima di rimappare manualmente. Preferite quell’esportazione se risponde già al bisogno.
Verificare il cambio di mese senza alterare il movimento
Per l’addebito fittizio di 18,00, preparate due viste etichettate della stessa riga: ottobre secondo la data contabile e novembre secondo la valuta. Numero di movimenti e totale generale degli addebiti devono restare uno e 18,00 in entrambe. Cambia solo l’attribuzione al mese. Non unite le viste come se contenessero movimenti diversi.
Se il destinatario richiede una data contabile assente dalla fonte, mantenete un indicatore di dato mancante e chiarite il requisito nel processo di destinazione. Non copiate la data valuta solo per superare una verifica d’importazione. Una data senza ora resta una data: aggiungere un’ora inventata non fornisce prove. Controllate infine data e intestazione nell’anteprima d’importazione, non soltanto il loro aspetto nel foglio di lavoro.
Controllare il cambio di mese su tre righe
Date e importi seguenti sono interamente inventati, in EUR per un conto. A è un addebito di 18,00, contabilizzato il 31 ottobre e con valuta 2 novembre. B è un accredito di 50,00 con entrambe le date al 31 ottobre. C è un addebito di 7,00 con entrambe le date al 2 novembre. Per data contabile, ottobre ha movimento netto +32,00 e novembre −7,00. Per data valuta, ottobre ha +50,00 e novembre −25,00. Entrambe le viste totalizzano +25,00 e tre movimenti.
Il calcolo aiuta a individuare colonne che mescolano significati. Se soltanto A usa per errore la valuta e le altre righe usano la data contabile, il totale generale può restare corretto mentre cambia la ripartizione mensile. Etichettate la base temporale delle viste e mantenete gli stessi identificativi originali per distinguere raggruppamento e pagamento aggiunto. L’esempio illustra un raggruppamento nel foglio, non stabilisce rilevazione contabile o periodo fiscale.
Preparare un’importazione con una sola data
Leggete la definizione del campo destinatario prima di associarlo. Registrate se richiede data contabile, valuta o un’altra data documentata. Create poi un foglio di consegna con la data scelta, mantenendo entrambe le date originali nel libro di verifica. Una sola colonna di uscita è un vincolo del destinatario, non una prova di equivalenza.
Nell’anteprima provate un movimento con date diverse e uno con data mancante. Se manca il valore richiesto, chiarite il caso o dichiarate incompleta l’importazione. Una data alternativa copiata non deve sembrare osservata sulla fonte. Verificate anche che l’ordinamento non abbia separato data, descrizione e importo. Formato e significato sono distinti: per dubbi giorno/mese usate i controlli sulle date ambigue del CSV bancario.
Controlli e limiti
Provate un movimento con date diverse. Indicate nell’intestazione quale data governa il prospetto. Se il programma di destinazione accetta una sola data, consultate le specifiche d’importazione. Questa procedura non stabilisce il periodo contabile e non calcola gli interessi.
Conservate il file originale inalterato e annotate ogni punto irrisolto prima di usare la tabella.
Controlli collegati
Indicate colonna della data e convenzione dei segni usate nel controllo del saldo. Da addebiti e accrediti a un importo con segno nel CSV.
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Fonti consultate il 16 ottobre 2026
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